Il maltempo ci ha messo lo zampino e ho dovuto rinviare la cottura a cielo aperto che avevo progettato di fare. La ceramica puo' essere intrapresa in diversi modi, penso a seconda del gusto personale, delle ambizioni e le aspettative di ognuno. Essendo all'inizio di questo viaggio l'unica meta alla quale aspiro è la semplice scoperta di un'arte, nella sensazione di avvertire i cambiamenti che le mie mani riescono a percepire lavorando la creta e quella soddisfazione che mi riempe il cuore di gioia. E di pazienza. Mi rendo conto, ad ogni lezione, ad ogni esperimento e pezzo che realizzo che la ceramica pretende pazienza, tanta, quella che molto spesso non ho. E allora impari a far asciugare lentamente i pezzi modellati ad esempio. Ma la curiosita' è tanta cosi come la voglia di sperimentare le tecniche primordiali di cottura; che cosa provavano 2000 anni fa i ceramisti a cuocere con solo la legna? Come ho detto sopra, dovro' aspettare ancora una settimana, in compenso domenica scorsa mi sono arrangiato con la piccola stufa economica di casa. Tre anelli, un bracciale, quattro pezzi in tutto da cuocere nelle braci della stufa. Per primi gli anelli, sembrava di essere un fabbro elfo tolkeniano, ci mancava solo che apparissero i caratteri in quenya sull'anello ed ero a posto ... appena usciti il colore verdastro dell'argilla si era tramutato in un bel rossiccio con qualche nero qua' e la'. Purtroppo il bracciale non ha avuto la stessa fortuna: troppa fretta, la frenesia di un'impazienza, spingo troppo dentro il pezzo senza lasciargli il tempo di temperarsi e esplode in mille pezzi ... "mestiere che entra" dicevano gli antichi ...
lunedì 4 febbraio 2008
biscotti (2)
Il maltempo ci ha messo lo zampino e ho dovuto rinviare la cottura a cielo aperto che avevo progettato di fare. La ceramica puo' essere intrapresa in diversi modi, penso a seconda del gusto personale, delle ambizioni e le aspettative di ognuno. Essendo all'inizio di questo viaggio l'unica meta alla quale aspiro è la semplice scoperta di un'arte, nella sensazione di avvertire i cambiamenti che le mie mani riescono a percepire lavorando la creta e quella soddisfazione che mi riempe il cuore di gioia. E di pazienza. Mi rendo conto, ad ogni lezione, ad ogni esperimento e pezzo che realizzo che la ceramica pretende pazienza, tanta, quella che molto spesso non ho. E allora impari a far asciugare lentamente i pezzi modellati ad esempio. Ma la curiosita' è tanta cosi come la voglia di sperimentare le tecniche primordiali di cottura; che cosa provavano 2000 anni fa i ceramisti a cuocere con solo la legna? Come ho detto sopra, dovro' aspettare ancora una settimana, in compenso domenica scorsa mi sono arrangiato con la piccola stufa economica di casa. Tre anelli, un bracciale, quattro pezzi in tutto da cuocere nelle braci della stufa. Per primi gli anelli, sembrava di essere un fabbro elfo tolkeniano, ci mancava solo che apparissero i caratteri in quenya sull'anello ed ero a posto ... appena usciti il colore verdastro dell'argilla si era tramutato in un bel rossiccio con qualche nero qua' e la'. Purtroppo il bracciale non ha avuto la stessa fortuna: troppa fretta, la frenesia di un'impazienza, spingo troppo dentro il pezzo senza lasciargli il tempo di temperarsi e esplode in mille pezzi ... "mestiere che entra" dicevano gli antichi ...
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