lunedì 11 febbraio 2008

Cotture ...

Ieri ho trascorso praticamente tutto il pomeriggio nel provare la cottura di alcuni pezzi con un forno a legna a cielo aperto. Provare a cuocere l'argilla come facevano i nostri antenati duemila anni fa e' una sensazione che pochi si possono permettere: ci vuole un pezzo di terreno dove costruire il forno, racimolare della legna e quindi essere nei paraggi di un bosco, avere la pazienza di perdere un pomeriggio e forse piu' nel curare il fuoco e i pezzi durante la cottura. Ma ne vale la pena. Se ne avete la possibilita' vi consiglio di provarci, si imparano molte cose.

Se qualcuno volesse ripetere questa esperienza faccio alcune raccomandazioni:

  • realizzate il forno lontano da cespugli, alberi e qualsiasi cosa che possa essere raggiunto dalle scintille del fuoco
  • circondate il forno con dei sassi o dei mattoni refrattari per circoscriverlo e quindi controllarlo meglio
  • non lasciate MAI il fuoco incustodito
  • armatevi di pazienza, possono occorrere molte ore anche per una piccola cottura
  • siate responsabili (lo so, non siete degli imbecilli, ma ci vuole poco a scatenare un incendio o a farsi male; poi non ditemi che non vi avevo avvertito ...)
Bene, dopo le avvertenze di rito vediamo cosa accadde.

Anzitutto sono partito con l'idea di scavare una buca non molto profonda, circa una decina di centimetri, in modo da contenere il fuoco piu' facilmente e gestirlo meglio. Una cornice di sassi dona un po' di sicurezza in piu'. Porre il fuoco un po' sotto il livello del terreno permette anche di avere una temperatura piu' alta, purtroppo non ho ancora nessun strumento per misurare efficacemente la temperatura raggiunta, in ogni caso dubito che si superi i 700 gradi centigradi con questo sistema.
Con alcune ramaglie secche e qualche ramo piu' grosso inizio ad accendere il fuoco per creare una brace iniziale. A questo punto viene la fase piu' delicata: l'avvicinamento dei pezzi al focolare. Si tratta di un'operazione che va portata avanti con molta pazienza e cautela: i pezzi devono temperarsi lentamente pena la rottura. Dopo circa un'ora apro un varco fra i tizzoni e ricopro il tutto con legna e frasche per la cottura vera propria. Con una pala ricopro di terra pure i lati del braciere in modo da isolare termicamente l'interno del focolare e alzare un altro po' la temperatura. Dopo circa 10 ore apro delicatamente con una pala le braci quasi spente e tiro fuori i pezzi: il piccolo portasapone e' nero come la pece ma sembra ben cotto ed emette un suono secco e musicale quando lo si batte. I due anelli si sono spezzati dpo un po' mentre la piccola ciotola non sono riuscito ancora a trovarla ...

Nessun commento: